{"id":71,"date":"2016-12-05T14:38:02","date_gmt":"2016-12-05T13:38:02","guid":{"rendered":"http:\/\/mindthegap.cnr.it\/?page_id=71"},"modified":"2017-07-26T11:50:06","modified_gmt":"2017-07-26T09:50:06","slug":"metodo-e-strumenti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/mindthegap.cnr.it\/index.php\/metodo-e-strumenti\/","title":{"rendered":"Metodo e strumenti"},"content":{"rendered":"<p>Le organizzazioni che fanno delle competenze il loro punto di forza, possiedono il vantaggio di massimizzare le opportunit\u00e0 future di successo: lo sviluppo di un sistema dinamico di mappatura delle competenze diventa una condizione indispensabile per gestire i cambiamenti e i bisogni interni a un\u2019organizzazione. In uno scenario in cui la flessibilit\u00e0 sta diventando la condizione fondamentale per fronteggiare con esito positivo le sfide continue che il mondo della ricerca impone, nonch\u00e9 per adeguarsi alle costanti evoluzioni dei vincoli legislativi a cui l\u2019ente \u00e8 sottoposto, appare sempre pi\u00f9 importante riconoscere e valorizzare l\u2019apporto professionale di ogni individuo rappresentato dalle conoscenze possedute e possibilmente anche dalle capacit\u00e0 individuali di gestire, esprimere e accrescere le stesse.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, per garantire l\u2019eccellenza di tale apporto professionale, \u00e8 indispensabile non solo monitorare costantemente i risultati e le prestazioni dei singoli, ma soprattutto \u201c<em>individuare, mantenere e sviluppare quello che le persone sanno, quello che sanno fare e come lo sanno fare<\/em>\u201d (Enrico Auteri, Management delle Risorse Umane).<\/p>\n<p>Stiamo, quindi, parlando di <strong>competenze<\/strong>. Tentando di mettere da parte l\u2019enorme dibattito irrisolto che esiste attorno al significato (o ai significati) di competenza, noi ci concentreremo sul significato legato al contesto che stiamo trattando (mappatura delle competenze necessarie per generare determinate prestazioni e relativa analisi al fine del miglioramento e dello sviluppo delle stesse). In base a tale presupposto ci focalizzeremo sul concetto di competenza in quanto conoscenze, capacit\u00e0 tecnico-professionali e motivazioni che un individuo dovrebbe possedere (Spencer &amp; Spencer e McClelland) e sapere attivare (Le Boterf) al fine di svolgere in maniera adeguata le mansioni assegnate ed assumersi le responsabilit\u00e0 richieste per la funzione ricoperta.<\/p>\n<p>Anche in coerenza con l\u2019obiettivo promosso dal Consiglio Europeo di Lisbona nel marzo del 2000 di fare dell\u2019Europa \u201c<em>l&#8217;economia basata sulla conoscenza pi\u00f9 competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale<\/em>\u201d,\u00a0<em>Mind the Gap <\/em>pone\u00a0la conoscenza (intesa come competenza) al centro del processo di riconoscimento e sviluppo del patrimonio professionale e &#8216;culturale&#8217; dei dipendenti dell\u2019ente attraverso il monitoraggio delle prestazioni, il riconoscimento delle capacit\u00e0 distintive (al fine di diffonderle), in un\u2019ottica di <strong>costante miglioramento <\/strong>e divulgazione delle buone pratiche e di crescita professionale dei singoli e, quindi, dell\u2019ente stesso.<\/p>\n<p>Fondamentalmente esistono due approcci opposti per impostare una mappatura della competenze: da un lato esiste un <em><strong>modello deduttivo<\/strong> <\/em>nel quale a monte e astrattamente si definiscono i set di competenze utili\/necessarie per raggiungere determinati obiettivi e per svolgere in maniera adeguata determinate mansioni; dal lato opposto esiste un <em><strong>modello induttivo<\/strong> <\/em>nel quale, al contrario, i set di competenze vengono definiti attraverso l\u2019osservazione e l\u2019analisi dei comportamenti di successo.<\/p>\n<p>Il modello proposto prende spunto dai due approcci, evolvendosi nei seguenti step:<\/p>\n<ul>\n<li>Individuare ed analizzare i principali processi (in base alla normativa UNI EN ISO 9000:2000 il processo \u00e8 un \u201c<em>insieme di attivit\u00e0 correlate o interagenti che trasformano elementi in entrata in elementi in uscita<\/em>\u201d) per definire un set di mansioni (attraverso interviste semistrutturate e\/o strumenti di raccolta delle informazioni);<\/li>\n<li>Identificare le competenze (conoscenze\u00a0tecniche ideali\/ottimali &#8211; capacit\u00e0 individuali di esprimere dette conoscenze) richieste agli individui per ogni mansione precedentemente definita;<\/li>\n<li>Definire, attraverso una descrizione dettagliata, i diversi gradi di specializzazione\/autonomia per ogni competenza;<\/li>\n<li>Creare una lista di\u00a0item di competenze\u00a0ritenute rilevanti su cui il personale interessato andr\u00e0 ad autovalutarsi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con l\u2019emanazione da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica della Direttiva \u201cPer una pubblica amministrazione di qualit\u00e0\u201d, gli enti pubblici vengono fortemente sollecitati ad adottare <strong>strumenti di autovalutazione<\/strong> <strong>delle prestazioni<\/strong> come punto di partenza obbligato per avviare percorsi di miglioramento. \u201c<em>L\u2019auto-valutazione \u00e8 un\u2019analisi esauriente, sistematica e periodica delle attivit\u00e0 e dei risultati di un\u2019organizzazione. Il processo di valutazione che consente ad un\u2019amministrazione di individuare chiaramente punti di forza e aree di miglioramento, deve tradursi in azioni di miglioramento pianificate e monitorate nel tempo per verificarne l\u2019andamento<\/em>\u201d (European Foundation for Quality Management &#8211; EFQM). Sempre come ricorda la Direttiva sopracitata, \u201c<em>L\u2019autovalutazione di un\u2019organizzazione si attua attraverso un processo condiviso, il pi\u00f9 possibile partecipato e diffuso a tutta la struttura, i cui elementi caratterizzanti sono dunque: sistematicit\u00e0, periodicit\u00e0, condivisione e miglioramento finalizzato all\u2019eccellenza dei risultati<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019organizzazione basata sulle competenze, e che considera l\u2019autovalutazione della prestazione uno dei capisaldi per garantire l\u2019efficienza delle sue azioni, prevede innanzitutto la pi\u00f9 ampia condivisione di questo strumento attraverso una sua diffusione capillare e con interventi formativi ad hoc. Il soggetto dovrebbe imparare a valutare in maniera\u00a0 critica il proprio operato confrontando gli obiettivi prestabili con i risultati raggiunti.<\/p>\n<p>Attraverso un\u2019azione di razionalizzazione e riorganizzazione dei dati raccolti tramite l\u2019autovalutazione delle prestazioni, sar\u00e0 quindi possibile individuare delle aree di potenziale attivazione della formazione (<strong>gap formativi<\/strong>) e, di conseguenza,\u00a0orientare la formazione per renderla pi\u00f9 mirata ed efficace e trarne i maggiori benefici.<\/p>\n<p>In un ottica di miglioramento continuo, la pianificazione della formazione non pu\u00f2 prescindere dai seguenti elementi:<\/p>\n<ol>\n<li>definire le priorit\u00e0, nel senso di scegliere gli aspetti da potenziare\/revisionare nell\u2019ambito delle aree migliorabili emerse durante la fase di autovalutazione e focalizzare l\u2019azione formativa su esse;<\/li>\n<li>pianificare l\u2019azione formativa vera e propria utilizzando risorse interne, laddove si siano individuate professionalit\u00e0 di eccellenza o buone pratiche che si ritiene utile diffondere e\/o risorse esterne, nel caso di novit\u00e0 normative o procedurali da inserire;<\/li>\n<li>attuare l\u2019azione formativa;<\/li>\n<li>monitorare, valutare il percorso formativo ed eventualmente sottoporre il progetto a revisione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La filosofia del miglioramento continuo sar\u00e0, quindi, applicata anche per colmare i gap di competenza e per garantire un apprendimento permanente (<em><strong>lifelong learning<\/strong><\/em>).<\/p>\n<p>Dunque centralit\u00e0 delle competenza e delle aspettative dell\u2019individuo, coinvolgimento del personale, approccio per processi, il tutto al fine di migliorare le proprie prestazioni in termini di efficacia e di efficienza (vedi normativa UNI EN ISO 9001:2000).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le organizzazioni che fanno delle competenze il loro punto di forza, possiedono il vantaggio di massimizzare le opportunit\u00e0 future di successo: lo sviluppo di un sistema dinamico di mappatura delle competenze diventa una condizione indispensabile per gestire i cambiamenti e i bisogni interni a un\u2019organizzazione. 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